GARE GAS
Gare gas, il PD critica l’ipotesi di taglio degli Atem
Interrogazione di Peluffo/Simiani: “Ridefinizione dimensione Ambiti garantisca adeguato livello di partecipazione degli operatori ai bandi”
“Una ridefinizione della dimensione degli Ambiti territoriali della distribuzione gas dovrebbe essere attuata solo a valle di valutazioni e analisi che perseguano l’obiettivo di un’opportuna relazione funzionale tra ricerca di una dimensione minima efficiente a livello industriale e garanzia di un adeguato livello di partecipazione degli operatori alle gare”.
È quanto afferma il capogruppo PD in commissione Attività produttive della Camera, Vinicio Peluffo, che sulla materia insieme al capogruppo dem in commissione Ambiente, Marco Simiani, ha presentato un’interrogazione rivolta ai ministri Pichetto (Mase) e Urso (Mimit).
L’iniziativa del deputato fa seguito alle “notizie di stampa” su “una proposta di ridefinizione delle gare gas, che porterebbe dagli attuali 172 Atem a solo 7” (QE 19/7).
Un’ipotesi che secondo Peluffo “presenta non poche criticità, anche alla luce della annunciata acquisizione, da parte di Italgas, del secondo operatore nazionale della distribuzione gas, 2i Rete Gas: insieme rappresentano una quota di mercato del 50% e una presenza nel 70% degli ambiti”. Tale riduzione, afferma dunque l’esponente del PD, “eliminerebbe qualsiasi possibilità di contendibilità degli Atem, creando una barriera economico/finanziaria alla partecipazione alle gare stesse, annullando ogni possibile concorrenza a scapito dei cittadini utenti”.
“Governare il consolidamento del settore gas – aggiunge Vinicio Peluffo – gestendo possibili incentivi per le aggregazioni, trova un legame con quello del settore elettrico, atteso che il cosiddetto Decreto Bersani, prevede che debbano essere bandite le gare per la distribuzione elettrica entro il 2025. Siamo convinti che il rapido riordino della disciplina e la razionalizzazione dei settori della distribuzione del gas e dell’energia elettrica siano urgenti e necessarie”.
Da qui la richiesta ai ministri di aprire “una seria ed efficace discussione parlamentare evitando gli errori ai danni dei consumatori già avvenuti nella gestione della fine della maggior tutela”.
Da ricordare che sul tema si è pronunciato anche il presidente di Utilitalia Filippo Brandolini in un intervento su QE.
Link: https://www.quotidianoenergia.it/module/news/page/entry/id/508399
UTILITALIA – Gare gas, serve una razionalizzazione delle norme che garantisca concorrenzialità
Definire l’opportuno trade-off tra la ricerca di una dimensione minima efficiente degli ambiti a livello industriale e la garanzia di un adeguato livello di partecipazione degli operatori. Il comparto industriale della distribuzione gas ha manifestato da tempo l’esigenza di razionalizzazione e di efficientamento dell’assetto operativo.
In Italia ci sono 186 distributori, 138 dei quali di piccole e piccolissime dimensioni. Al contempo, il profondo mutamento dello
scenario energetico attuale e prospettico, il maggiore impegno nel processo di riduzione delle emissioni di GHG anche a seguito della entrata in vigore del Regolamento Methane Emission, richiede una riflessione profonda sull’efficacia degli strumenti predisposti oltre 10 anni fa per lo svolgimento delle gare, dal momento che ne sono state completate solo 9 su 177. Dobbiamo chiederci quale sia la strada giusta da intraprendere per allineare il comparto al contesto tecnico-energetico complessivo?
Dobbiamo assicurare che vi siano distributori in grado di sostenere gli investimenti necessari per l’evoluzione del comparto; per questo motivo abbiamo bisogno di distributori solidi finanziariamente e capaci tecnicamente nonché pronti a sostenere la sfida gestionale che l’innovazione tecnologica richiede. Arera aveva avanzato a fine 2021 una proposta di sostegno alle aggregazioni dei distributori gas.
La proposta non si è trasformata in una delibera. Tuttavia, Arera ha approvato a fine 2023 un analogo provvedimento per il comparto della distribuzione elettrica, e questo provvedimento comincia anche a manifestare i primi risultati.
Abbiamo già avanzato in passato e ribadiamo nuovamente l’opportunità di un’iniziativa normativa o regolatoria che sostenga un virtuoso percorso di consolidamento del comparto gas, in attesa che si svolgano le gare.
I costi sono minimi o nulli, i vantaggi per il sistema indubbi. E a proposito di gare gas, certamente una semplificazione della normativa che governa le gare e la ridefinizione della dimensione degli Atem della distribuzione gas appare opportuna.
Ma su quali presupposti? Riteniamo che una decisione in tal senso debba derivare solo a valle di adeguate valutazioni e analisi, con l’obiettivo di definire l’opportuno trade-off tra la ricerca di una dimensione minima efficiente a livello industriale e la garanzia di un adeguato livello di concorrenzialità e partecipazione degli operatori alle gare.
Vanno necessariamente contemperate le spinte competitive e l’adeguata dimensione delle aziende, perché qualunque misura eccessivamente limitante rischia non solo di essere dannosa rispetto al processo competitivo, ma anche di provocare diseconomie di scala nella configurazione successiva alla gara.
Definire ambiti di dimensioni che non rispondano a sani principi tecnico-economici, è un rischio che va assolutamente scongiurato.
Per il bene del comparto, che ancora a lungo potrà contribuire al percorso di decarbonizzazione.
Flippo Brandolini presidente di Utilitalia
ITALGAS stringe su 2i rete gas operazione da 5 miliardi
Italgas stringe sul dossier 2i Rete Gas per aggregare i due principali operatori nella distribuzione di gas cittadino.
A metà agosto il gruppo guidato dal ceo Paolo Gallo ha concluso l’esame dei numeri del gruppo controllato dal fondo infrastrutturale F2i e partecipato da Ardian e dagli olandesi di Apg. La due diligence non ha fatto emergere ostacoli all’operazione, il cui valore dovrebbe quindi superare i 5 miliardi di euro. A questo punto, quindi, Italgas dovrà convocare un consiglio per approvare l’acquisizione e definirne le modalità di finanziamento.
Come spiegato dalla stessa società, Italgas farà fronte inizialmente al fabbisogno finanziario mediante un prestito-ponte garantito da Jp Morgan.
Dopodiché, il rifinanziamento di tale debito potrà avvenire tramite una combinazione di strumenti di capitale, debito o ibridi.
Qualora Italgas decidesse di procedere a un aumento di capitale — che, secondo stime preliminari, potrebbe ammontare a un miliardo — Cassa Depositi e Prestiti, primo azionista con il 26% attraverso Cdp Reti, si è già detta disponibile a fornire il suo supporto.
Mentre Snam, per bocca del suo amministratore delegato Stefano Venier, ha fatto sapere che «manterrà la stessa esposizione finanziaria». Da intendersi non in percentuale del capitale, ma in valore economico.
Restano per ora da capire le intenzioni degli altri soci come i fondi Usa di Lazard (9,7%) e l’imprenditore Romano Minozzi (4,2%).
Non è detto che Italgas debba ricorrere a un rafforzamento patrimoniale.
Se è vero che con l’acquisizione il gruppo si farà carico di 3,2 miliardi di debiti netti di 2i Rete Gas, è altrettanto vero che l’operazione consentirà a Italgas di aumentare di oltre il 40% il margine operativo lordo attuale, pari a 1,2 miliardi nel 2023. In ogni caso, il gruppo ha assicurato che l’affare verrà condotto in modo tale da mantenere l’attuale merito creditizio.
Fra Italia e Grecia, Italgas serve 1.983 Comuni e in Borsa capitalizza 4,1 miliardi, a fronte di 1,8 miliardi di ricavi. Sotto la regia di F2i, invece, 2i Rete Gas ha continuato ad aggregare realtà locali arrivando a fine 2023 a 815 milioni di fatturato con un margine di profitto di 546 milioni.
Come è evidente da questi numeri, l’unione fra le due maggiori aziende attive nella distribuzione del metano a famiglie e imprese in Italia potrebbe comportare rischi antitrust.
La questione, comunque, diventerà di attualità solo dopo la firma dell’intesa definitiva e sarà competenza dell’autorità della concorrenza dirimerla.
Ciò non toglie che i consulenti di Italgas abbiano elaborato delle simulazioni preparatorie all’operazione, secondo le quali i rimedi antitrust potrebbero comportare la cessione del 20-25% delle attività acquisite. Nell’eventualità bisognerà cercare un compratore.
Stando agli addetti ai lavori, difficilmente A2A potrebbe essere della partita perché ha deciso di concentrarsi su altre attività cedendo ad Ascopiave la distribuzione del gas in Lombardia (Milano esclusa).
Link:
Italgas stringe su 2i Rete Gas Operazione da 5 miliardi
ARERA
Si segnalano le seguenti delibere/DCO:
- Consultazione 23 luglio 2024 – 313/2024/R/gas
Riconoscimento degli investimenti nei comuni montani in zona climatica F e nei comuni beneficiari di contributi ai sensi della deliberazione CIPE 5/2015.
Descrizione:
il documento per la consultazione illustra gli orientamenti dell’Autorità ai fini dell’attuazione delle disposizioni di cui al decreto-legge 13 giugno 2023, n. 69, in materia di riconoscimento degli investimenti nei Comuni montani in zona climatica F nonché nei comuni beneficiari di contributi ai sensi della deliberazione del Comitato interministeriale per la programmazione economica n. 5/2015.
Link: https://www.arera.it/atti-e-provvedimenti/dettaglio/24/313-24