GARE GAS
Pubblicato l’avviso per Cuneo 2
L’ATeM comprende il capoluogo e un’altra sessantina di comuni per complessivi 70.000 Pdr. Termine per le richieste 30 giugno.
È pubblicato sul supplemento gare della Gazzetta Ufficiale UE di oggi l’avviso di avvio della gara per l’affidamento del servizio di distribuzione gas nell’ambito minimo Cuneo 2. La gara, con termine per le richieste di partecipazione il prossimo 30 giugno, ha un valore stimato di 156 milioni di euro. L’Atem include il capoluogo Cuneo.
Link: https://www.staffettaonline.com/articolo.aspx?id=391831
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Distribuzione gas, sul valore asset nelle gare post Letta non basta una Faq
L’analisi del consulente Giulio Gravaghi
La scorsa settimana l’Arera ha scritto in una risposta a un quesito degli operatori che, in occasione delle future gare d’ambito, gli asset delle concessioni già oggetto di una gara “post Letta” – ossia quelle effettuate per singolo comune prima della riforma del 2011 – andranno valorizzati a Rab anziché a valore industriale residuo. Una lettura che sembra però contrastare con diverse pronunce della giustizia amministrativa, rileva Giulio Gravaghi, consulente attivo nell’assistenza agli anti locali nelle tematiche legate alla distribuzione gas.
Il servizio distribuzione gas naturale sta vivendo un momento molto delicato in quanto la riforma del DM 226/2011, prevista dalla legge 118/2022, che doveva essere introdotta entro fine 2022 per ridare impulso alle gare, non risulta sia nemmeno in gestazione. Non favoriscono il riavvio della riforma le delibere, sempre più complesse, che ARERA “sforna” in continuazione. I Comuni sono sfiduciati e stanchi di dedicare a questo tema tempo e denaro senza risultati concreti. La citata legge 118/2022 permette di valorizzare le loro proprietà utilizzando le Linee Guida del MiSE e non la RAB. Un grosso risultato ed opportunità per i Comuni utilizzabile però solo in sede di gara d’ambito, gare che proseguono a singhiozzo, laddove alcune stazioni appaltanti procedono solo se spinte da interessi particolari. Mentre persistono molte incertezze sulla possibilità di effettuare le gare, sono in itinere due grosse acquisizioni societarie (Italgas che acquista 2i Rete Gas e Ascopiave che acquista gli impianti di a2a, esclusi quelli del territorio milanese).
Operazioni finanziarie capaci di rendere ancora più incerta l’effettuazione delle gare d’ambito essendo i protagonisti incumbent in molti ambiti. In questo contesto ricco di incertezze e contraddizioni, uno dei temi ancora oggetto di dibattito e ricorso alla giustizia amministrativa, è la modalità di calcolo del valore di rimborso ai gestori uscenti degli impianti
di loro proprietà. Fin dall’avvio di questa riforma la legge ha stabilito che ai gestori uscenti andava riconosciuto il Valore Industriale Residuo di questi investimenti.
Nulla era previsto per l’alienazione degli impianti di proprietà pubblica, all’epoca non contendibili. Quando il legislatore decide che questi impianti sono cedibili, seppure con uno specifico vincolo d’uso, assistiamo ad uno squallido teatrino dove, con il supporto di autorevoli esperti ed una mitica FAQ del MiSE, si vuole imporre la valutazione a RAB di questi impianti. E’ l’art. 6 della legge 118/2022, frutto di una dura battaglia parlamentare, che cancella l’odiosa sperequazione che si andava consolidando, stabilendo che anche 2 gli impianti di proprietà pubblica debbono essere valorizzati applicando le Linee Guida del MiSE, cioè a VIR.
Sgombrato il campo da una palese ingiustizia, che si andava consolidando, In questi mesi è andato crescendo il dibattito in merito alle modalità di calcolo del rimborso spettante al gestore uscente titolare di una concessione assegnata con gara ad evidenza pubblica esperita per singolo Comune e non per ambito (post Letta). Il problema pareva risolto dalla sentenza n. 510/2021 del TAR Lombardia (non impugnata) quando afferma che le gare singole ad evidenza pubblica non possono essere considerate alla stregua di quelle d’ambito e classificate come prime gare(v. Staffetta 25/02/21). Anche la sentenza n. 284/2023 del TAR Piemonte conferma la specificità dei contratti post Letta che, come affermato al punto 12.12 che richiama l’art. 24 comma 3 del D.Lgs 93/2011 che prevede, in relazione alle prime gare d’ambito (e non alle prime gare indette nella vigenza del decreto Letta), che ARERA riconosca in tariffa al gestore entrante il differenziale tra il valore di rimborso pagato al gestore uscente e il valore di RAB. Infatti, per le prime gare indette dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. 93/2011 (gare d’ambito), è fisiologico che il nuovo concessionario debba corrispondere al precedente gestore un valore superiore alla RAB, valore che viene poi recuperato in tariffa.
Ma su questo argomento il 27 novembre 2024 ARERA, rispondendo ad una richiesta di chiarimento relativa al valore iniziale delle immobilizzazioni di località a seguito dell’affidamento mediante gara d’ambito “post Letta” afferma: “Con riferimento alle località che hanno già affidato la concessione ai sensi del decreto legislativo n. 164/00, il valore iniziale delle immobilizzazioni nette di località di proprietà del gestore uscente, oggetto di trasferimento a titolo oneroso al gestore entrante, riferito al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di affidamento del servizio mediante gara, per il primo periodo di affidamento successivo alla gara d’ambito, è calcolato sulla base del valore delle immobilizzazioni nette di località riconosciute ai fini regolatori (c.d. RAB), in coerenza con le disposizioni dell’articolo 14, comma 8, del decreto legislativo n. 164/00 che prevede che: “Nella situazione a regime, al termine della durata delle nuove concessioni di distribuzione del gas naturale affidate ai sensi del comma 1, 3 il valore di rimborso al gestore uscente è pari al valore delle immobilizzazioni nette di località del servizio di distribuzione e misura, relativo agli impianti la cui proprietà viene trasferita dal distributore uscente al nuovo gestore, incluse le immobilizzazioni in corso di realizzazione, al netto dei contributi pubblici in conto capitale e dei contributi privati relativi ai cespiti di località, calcolato secondo la metodologia della regolazione tariffaria vigente e sulla base della consistenza degli impianti al momento del trasferimento della proprietà””.
Due giorni dopo, il 29 novembre 2024, viene pubblicata la sentenza n. 9592 del Consiglio di Stato (v. Staffetta 02/12) che conferma la sentenza del TAR Piemonte. Lo strumento delle FAQ, teso a sostituire i normali strumenti normativi e regolatori, sembra – anche in questo caso – destinato a creare maggiori criticità e, quindi, ad aumentare il livello già elevato del contenzioso. Difficile capire come procedere operativamente, considerando che gli stakeholders si muovono tutti in direzioni non convergenti.
Link: https://www.staffettaonline.com/articolo.aspx?id=391519
Tutto quello che c’è da sapere sul nuovo campione italiano del gas
L’acquisizione di 2i Rete Gas da parte di Italgas darà vita al nuovo campione nazionale del gas. Chi acquisirà gli asset che Italgas potrebbe dover vendere? Tutte le risposte.
L’imminente nascita del campione nazionale del gas, ad opera di Italgas, candida l’Italia a un ruolo più centrale nello scacchiere energetico dell’Ue. L’acquisizione di 2i Rete Gas da parte di Italgas darà vita infatti a “un operatore nazionale ed europeo capace di fare investimenti e in grado di guidare la transizione energetica”, secondo Paolo Gallo, ad dell’operatore. L’operazione dal valore di 5 miliardi di euro permetterà all’azienda di accaparrarsi la rete e i clienti del secondo distributore italiano al dettaglio.
La domanda ora è quali benefici apporterà al sistema italiano la nascita di questo campione italiano ed europeo del gas.
ORA PAROLA ALL’ANTITRUST – 5 miliardi di euro tra debito e capitale per acquisire la rete e i 4,9 milioni di clienti finali di 2i Rete Gas, il secondo operatore italiano. Un’operazione che Paolo Gallo, numero uno di Italgas, ha definito “storica” in una recente intervista rilasciata a La Repubblica. L’acquisizione di 2i Rete gas non comporta nessun rischio di concorrenza sleale, secondo l’amministratore delegato di Italgas.
“Con 2i Rete Gas arriveremo al 55% della rete in Italia; se guardiamo all’Europa, il primo operatore in Francia è al 77%, in Spagna al 70%. In Inghilterra il più grande copre il 50%, l’unica eccezione è la Germania che ha un mercato più frazionato. Le tariffe tra l’altro le determina l’Arera, l’authority di vigilanza, che regola tutto il settore, dando penali e bonus e giudicando la qualità del servizio”, spiega Gallo.
Con l’acquisizione di 2i Rete gas si apre l’ipotesi che l’Antitrust possa chiedere ad Italgas di vendere alcuni asset, per aumentare la competizione sul mercato. Asset che potrebbero essere acquistati da “operatori come Hera, Iren, Acea, A2a, Ascopiave, ma anche fondi infrastrutturali sempre più interessati a reti che sono regolate”, sottolinea l’ad di Italgas.
GAS, IL PROBLEMA CONCESSIONI – Le gare di distribuzione del gas, introdotte dal decreto Letta del 2000 sono un flop. Ad oggi sono state assegnate appena 3 concessioni. Una situazione che crea incertezza tra gli operatori e scoraggia gli investimenti nella rete, mancando la certezza di poter proseguire nella gestione.
“In Italia c’erano circa 6mila concessioni, di cui circa 2 mila erano in capo a Italgas. Nel 2012 sono scadute per legge e il decreto Letta è intervenuto per raggrupparle in 177 ambiti territoriali con l’intento di mandarle a gara per ridurre la frammentazione del settore, prevedendo per ciascuna una durata di 12 anni. Da allora, però, sono state assegnate solo 9 concessioni e per le altre si va avanti in regime di prorogatio”, sottolinea il numero 1 di Italgas.
La ragione è che “(…) per andare a gara, la stazione appaltante deve raccogliere i dati delle reti ed elaborare un piano industriale per sviluppare l’infrastruttura esistente. In realtà in molti casi mancano le competenze per farlo e, se non si procede, non accade comunque nulla, e l’Arera continua a regolare servizio”, spiega Gallo.
GAS, GALLO: PER TRANSIZIONE RINNOVABILI NON BASTANO – Il bilanciamento del sistema energetico è una partita complicata e le rinnovabili, da sole, non sono sufficienti ad assicurare indipendenza, sicurezza e stabilità, secondo Gallo.
“Per esempio, se pensassimo di sostituire i 16 miliardi di metri cubi di gas stoccato e usato oggi per bilanciare il sistema energetico nazionale durante l’inverno, servirebbe l’equivalente di 200mila campi di calcio occupati da batterie”, spiega il numero uno di Italgas.
Per questa ragione, bisogna puntare sulla neutralità tecnologica e investire sull’innovazione.
“Una delle soluzioni è il biometano che si ricava dal trattamento dei rifiuti agricoli, dei fanghi di depurazione e si qualifica come gas verde. Se questo si combina con sistemi di cattura della CO2, si qualifica come gas a CO2 negativa. La CO2 catturata può avere molti usi: se combinata con l’idrogeno, consentirebbe di creare metano sintetico. Il potenziale di produzione di biometano in Italia è di 8-10 miliardi di metri cubi: oggi ne produciamo meno di un miliardo. Già solo l’upgrade a biometano dei 2.000 impianti esistenti di biogas garantirebbe una produzione addizionale di circa 1,2-1,3 miliardi di metri cubi di gas rinnovabile”, sottolinea Gallo, aggiungendo che attualmente il costo dell’idrogeno è troppo alto. Per questo, servirebbero “investimenti in R&D per ridurne il costo di produzione”.
L’IMPEGNO VERSO LA SOSTENIBILITA’ – L’impegno di Italgas per la sostenibilità è stato riconosciuto attraverso Trasformazione digitale delle reti di distribuzione del gas e adozione di tecnologie innovative per ridurre le emissioni e aumentare l’efficientamento energetico. Sono le misure che evidenziano l’impegno di Italgas per la sostenibilità, un contributo riconosciuto dalle Nazioni Unite.
Infatti, l’Amministratore Delegato di Italgas, Paolo Gallo, è stato recentemente insignito a New York di una Special Mention in occasione del UNCA Awards 2024, cerimonia organizzata dalla United Nations Correspondents Association che mette in luce le personalità del mondo della comunicazione e dell’impresa che si sono distinte per il contributo su temi globali.
“Il nostro impegno è di dare forma a una transizione energetica sicura, sostenibile e competitiva, integrando progressivamente il gas naturale con fonti rinnovabili a impatto carbonico nullo, come il biometano e l’idrogeno, e riducendo in modo significativo le methane emissions”, ha commentato Gallo.
Link: https://energiaoltre.it/tutto-quello-che-ce-da-sapere-sul-nuovo-campione-italiano-del-gas/
ARERA
Si segnalano le seguenti delibere/DCO:
• Delibera 17 dicembre 2024 – 566/2024/R/gas
Osservazioni riguardanti il valore di rimborso da riconoscere ai titolari degli affidamenti e delle concessioni per il servizio di distribuzione del gas naturale e agli enti locali per le porzioni di rete di loro proprietà, per i comuni dell’Atem Imperia.
Link: https://www.arera.it/atti-e-provvedimenti/dettaglio/24/566-24
• Delibera 03 dicembre 2024 – 523/2024/R/gas
Osservazioni riguardanti il valore di rimborso da riconoscere agli enti locali per le porzioni di rete di distribuzione del gas naturale di loro proprietà, per i comuni dell’Atem Genova 1 – città e impianto di Genova
Link: https://www.arera.it/atti-e-provvedimenti/dettaglio/523-24